fotostudio Prisma di Giacomo Barazzoni





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Storico 2006



25 Aprile 2006







Abbasso il Duce il documentario

Documentario Abbasso il Duce da "Documentario Italiano"


"ABBASSO il DUCE"

http://www.arcoiris.tv/index.php In onda sul satellite ARCOIRIS canale 916 di SKYmartedì 04/12/2007 ore 21.30

SAN POLO d'ENZA RE, 26 apr. 2006 - "Io sono figlia di un partigiano, mio padre mi ha trasmesso quello ha vissuto e io mi sono sempre chiesta come trasmetterlo ai giovani non in modo retorico. E credo che chi ha costruito questo documento ci sia riuscito pienamente. Questo documentario è un gesto per la pace". Anche Sonia Masini presidente della provincia ha partecipato assieme ad almeno trecento persone, lunedì scorso, alla proiezione del film-documentario "Abbasso il duce" la memoria della Resistenza a San Polo, realizzato da Marco Righi e Cosimo Bizzarri e prodotto da Lodovico Bonfatti per il Circolo Arci Indiosmundo con il patrocinio del Comune di San Polo, la collaborazione di Istoreco e dell'Anpi, di Ivo Mareggini e Lorenzo Belardinelli. La sala polivalente era stracolma di persone accorsa ad ascoltare le testimonianze inedite di dodici sampolesi che nel periodo della guerra sono stati coinvolti nella battaglia per la conquista della libertà. Tra il pubblico erano presenti anche quasi tutti gli intervistati: Antonio Alessi, Elide Bertani, Giuseppe Conti, Alfio Giglioli, Carlo Mattioli, Renzo Mazzieri, Sesto Mercati, Rositta Rocchi, Cesare Rota, Mario Sulpizio, Giuseppina Violi (Libero Rubaltelli è deceduto). "Un paese senza memoria è un paese senz'anima - ha ribadito Milena Mancini sindaco di San Polo d'Enza - e per questo abbiamo voluto raccogliere le testimonianze di persone che hanno vissuto la Liberazione e la Resistenza per raccogliere una memoria e insieme riviverla e condividerla. Questo documentario è un punto di incontro tra due generazioni: una generazione che ha dovuto fare una scelta di grande impegno civile e una generazione di giovani che a distanza di 60 anni ha raccolto ed espresso molto bene queste testimonianze". Dal documentario emerge che proprio a San Polo i quadrimotori della RAF fecero il primo bombardamento aereo per distruggere la cabina elettrica dell'Adamello che forniva energia anche alla città. Grande spavento generò nei sampolesi quel bombardamento che causò la morte di tre persone. "Noi abbiamo combattuto contro il fascismo ma combatteremmo contro tutte le dittature per difendere la libertà" ha affermato Mario Sulpizio, uno dei partigiani intervistati.

 




FESTA MULTIETNICA PER 427 STRANIERI
09/06/2006

Domenica 11 giugno, alle 16, al parco lido, si terrà la quattordicesima edizione della Festa Multietnica, organizzata dal Circolo Arci “Indiosmundo” in collaborazione con il Comune di San Polo, e con i CTP, Centri territoriali di educazione permanente della Val d’Enza.
Partita in sordina nel 1992, grazie all’iniziativa dell’associazionismo sampolese, questa festa è diventata per San Polo e la Val d’Enza un appuntamento tradizionale, che richiama ogni anno cittadini stranieri da San Polo ma anche dai comuni limitrofi.
Al 31 dicembre dello scorso anno gli stranieri residenti a San Polo erano 427 (226 maschi e 201 femmine), per la maggior parte provenienti dal Maghreb e dai paesi dell’Est (molte le badanti). Una comunità variegata che si è ben integrata nel comune pedecollinare anche grazie all’accoglienza che i servizi sociali comunali riservano a chi arriva da paesi lontani in cerca di lavoro e di casa. Il buon inserimento della comunità straniera, ad esempio, è attestata dall’elezione del marocchino Khliss El Haj nella consulta del centro capoluogo, avvenuta lo scorso anno. E’ molto importante anche il lavoro svolto dai Centri territoriali di educazione permanente Val d’Enza che organizzano ogni anno corsi di italiano per stranieri.
La festa quest’anno si terrà per la prima volta al parco lido che si presenta completamente rinnovato grazie alla nuova gestione. Il programma della festa prevede l’inizio alle 16 con dolci e tè offerti dalla comunità magrebina di San Polo oltre a musiche e danze del Maghreb; alle 19.30 si cena con il cous cous; alle 21 spettacolo multietnico con gli studenti del corso di italiano per stranieri del CPT Val d’Enza. Non mancherà la danza del ventre con la ballerina Yvette Novak, dj-set con musiche arabe, africane, sudamericane. Bancarelle di volontariato sociale e di comunità stranieri in Italia.





LOCANDINA



TEATRO CIVILE II edizione: 5 SPETTACOLI PER RICORDARE LE BATTAGLIE DEI LAVORATORI
Dal 13 ottobre al 3 novembre con ingresso gratuito.

La tragedia di Seveso, le morti bianche, le battaglie del socialista Camillo Prampolini, le canzoni dei lavoratori in lotta per i propri diritti e “Lavorare Stanca” di Cesare Pavese. Torna il teatro d’impegno civile a San Polo. Dopo il successo della rassegna dello scorso anno dedicata alla Resistenza, la seconda edizione di “San Polo d’Enza – Teatro Civile” affronta i temi del lavoro; lo fa con “Turno di Notte – La scena racconta il lavoro”, una rassegna di cinque spettacoli teatrali, che si terranno a San Polo dal 13 ottobre al 3 novembre prossimi, organizzata dal circolo sampolese Arci Indiosmundo, in collaborazione con il comune di San Polo e la Cgil di Reggio.
L’occasione è data dal centenario della CGIL, e l’obiettivo è quello di celebrare i 100 anni della CGIL attraverso il teatro e le storie del lavoro narrate dalle voci della memoria, della musica, del vissuto.
“L’idea di questa rassegna è nata qualche mese fa ed è stata subito accolta con grande entusiasmo – ha spiegato Milena Mancini durante la presentazione del festival teatrale avvenuta sabato scorso in sala consiliare – e sono molto grata a tutti coloro che hanno offerto questa opportunità al comune”. Alla conferenza stampa hanno partecipato, oltre al sindaco Mancini, Lorenzo Belardinelli, direttore artistico della rassegna, Stefano Seproni del Teatro delle Ceneri di Bologna, Riccardo Faietti, vicepresidente dell’Arci di Reggio, Marzia Dall’Aglio, Cgil Val d’Enza, Franca Romagnani Spi-Cgil di San Polo, Lodovico Bonfatti, presidente circolo Arci Indiosmundo e Gianfranco Ghidetti Spi Cgil Val d’Enza Sant’Ilario. “Con questa seconda edizione del festival teatrale – ha rimarcato Belardinelli – si consolidano a San Polo le radici per il teatro d’impegno civile che è esploso in Italia in questi ultimi anni. Il nostro circolo deve ringraziare in particolare la Cgil che ci ha sostenuto”. “Quando Lorenzo Belardinelli mi ha proposto l’idea della rassegna teatrale dedicata al lavoro – ha ricordato Franca Romagnani – mi è piaciuta subito e dopo aver sentito la Spi-Cgil e la Cgil di reggio si è deciso di realizzare l’iniziativa come zona Val d’Enza e ne sono molto contenta”. Valeria Ottolenghi, vicepresidente dell’associazione nazionale Critici di teatro, che non ha potuto partecipare ha inviato un messaggio in cui, tra l’altro dice: “Saluto con grande stima gli organizzatori e il comune che hanno scelto di permettere ai propri cittadini, di arricchire la propria esperienza culturale ed emotiva attraverso il teatro, fonte complessa di dialogo e conoscenza, in un periodo in cui cresce il bisogno di confronti reali oltre al chiasso disordinato della tivù”.
Marzia Dall’Aglio della Cgil Val d’Enza ha annunciato che in occasione del debutto della rassegna teatrale sarà inaugurata, a San Polo, la mostra fotografica “Cent’anni in mostra”, 28 pannelli con le immagini dei lavoratori e dei lavori che la Cgil ha allestito in occasione del centesimo compleanno, che propone foto della fine dell’Ottocento fino alle battaglie dei metalmeccanici dei giorni nostri. La mostra resterà a San Polo fino alla fine della rassegna. “Credo che il teatro debba raccontare la vita e delle morti bianche non ne parla mai nessuno anche se ci sono almeno tre morti al giorno sul lavoro, dato che lascia senza parole – ha detto Stefano Seproni del teatro delle Ceneri di Bologna che porterà in scena “Ballata per una morte bianca”. Infine Riccardo Faietti ha ribadito che compito dell’Arci “è quello di sostenere e favorire le iniziative dei vari circoli associati (sono oltre 130 in tutta la provincia) e l’anno prossimo festeggeremo anche i cinquant’anni dell’Arci”.

Il debutto di “Turno di notte” avverrà il 13 Ottobre, alla sala polivalente, con il reading “La fabbrica dei profumi” di Daniele Biacchessi, affermato giornalista, dedicato alla tragedia di Seveso – di cui ricorre quest’anno il trentennale.La fabbrica dei profumi é l'Icmesa. Così la chiamano gli abitanti di Seveso: almeno ufficialmente, realizza prodotti aromatizzati e profumi. Il 10 luglio 1976, si verifica un incidente nell'azienda controllata dalla Givaudan e dalla Hoffman La Roche. Si rompe la valvola di sicurezza e una nube esce dal reattore B. Contiene alcuni chilogrammi di diossina, TCDD. Attraverso la tecnica della narrazione, del monologo e l'ausilio delle musiche originali eseguite dal vivo dal sassofonista Michele Fusiello, Daniele Biacchessi, già autore del libro La fabbrica dei profumi (Baldini Castoldi Dalai, 1995), racconta trent'anni dopo il dramma di una popolazione: contaminazione, evacuazione, verità negate dalle autorità competenti nei lunghi giorni del silenzio. La fabbrica dei profumi é uno spettacolo di teatro narrativo civile contro tutti i crimini ambientali. Storie di uomini,donne e bambini, di avvocati che hanno speso la loro vita per una giusta causa, di magistrati caparbi, di scienziati rimasti purtroppo inascoltati. Storie di persone, raccontate per non dimenticare.
Ancora alla sala polivalente, il 19 Ottobre, il Teatro delle Ceneri proporrà “Ballata per una morte bianca”, amara riflessione degli attori e dei musicisti della compagnia bolognese sulla piaga delle morti sul lavoro.suona una sveglia. si accende una radio. cronaca nera, musica inadatta ad un risveglio. un uomo si alza, di buon mattino, per affrontare una giornata lavorativa. pensa alla sua famiglia. al futuro dei suoi figli. ma al lavoro accade una disgrazia. si spacca l'asse di un ponteggio. forse un carico sospeso si sgancia dalla gru. o una fuga di gas. misure di sicurezza scarse e male applicate. l'uomo muore. muore al lavoro. muore di lavoro..... Questo drammatico episodio, uno dei molti che, purtroppo, si verificano quotidianamente in Italia, (nel nostro paese, ogni anno, si contano più di mille incidenti mortali sul lavoro), è narrato come un racconto corale: il dolore e la rabbia dei suoi familiari, dei suoi colleghi, le responsabilità del direttore dell'azienda per cui lavorava e del suo segretario. accompagnano questo monologo a più voci alcuni dei canti di chi per i diritti dei lavoratori ha lottato in prima persona, perché l'individuo non sacrifichi la propria vita al lavoro, ma lavori per vivere.

Il 24 Ottobre, il municipio di San Polo d’Enza sarà teatro di uno degli eventi più attesi: “Ogni giorno e bene”, omaggio a Camillo Prampolini della compagnia bergamasca Teatro Minimo. Si tratta di una lettura scenica per voce e chitarra, prodotta in esclusiva per il festival di San Polo d’Enza attingendo anche al notevole repertorio di testi prampoliniani presenti nella biblioteca “Panizzi” di Reggio Emilia.

Il 26 Ottobre, alla sala polivalente, sarà in scena Stefano Giaccone, accompagnato dal musicista gallese Dylan Fowler, per il reading-concerto “Solo vecchia brace: voci nel tempo, a Torino”. Giaccone, uno dei più importanti musicisti della scena indipendente italiana, proporrà un viaggio appassionato attraverso la sua Torino, città operaia e fucina di tanti fermenti politici e culturali.

26 Ottobre
"SOLO VECCHIA BRACE: voci nel tempo, a Torino" concerto popolare per voce e musicisti. Lampi di memoria e fotografie sonore sull'ex Città dell'Automobile, la sua musica, le battaglie politiche, il crescere nelle sue strade.Stefano Giaccone è considerato uno dei più rilevanti musicisti della scena indipendente italiana, con una storia artistica affollata di eventi ed esperienze sia come solista sia in gruppo. Nasce nel 1959 a Los Angeles ( USA ); nel 1966 si trasferisce in Italia, a Torino; si avvicina alla musica nel 1973, imparando da autodidatta a suonare il sax, la chitarra e a cantare. Dopo alcune esperienze iniziali nel 1982 è tra i fondatori dei "Franti" , "forse il più importante gruppo underground degli anni ottanta in Italia" (Enzo Gentile e Alberto Tonti, Dizionario del Pop-Rock, Baldini & Castoldi, 1999). Dopo un lungo itinerario artistico partito nel 1995 col reading-musicale "Corpi sparsi", attraverso le prove più propriamente cantautorali di "Le stesse cose ritornano", "Tutto quello che vediamo è qualcos'altro" e "Una canzone senza finale", finalmente Stefano Giaccone approda a “Tras os montes”, quello che è il suo lavoro più maturo. L'album è stato registrato in Galles presso lo Stiwdio Felin Fach; la produzione artistica è stata curata da Stefano Giaccone e da Dylan Fowler, artista noto nel campo folk-jazz internazionale. "Tras os montes" riflette la tormentata spola dell'artista tra il bucolico Galles e la Torino delle industrie. Su tutto il lavoro aleggia un'aspra, disperata, ma anche speranzosa voglia di vivere una stagione nuova. Sarà una nuova stagione personale e sociale "tra i monti" della nostra vita.

Chiusura il 3 Novembre, in municipio, con Luca Ferrari e Lorenzo Munari. I due noti artisti reggiani proporranno “Lavorare stanca”, recital per voce e fisarmonica dai testi di Cesare Pavese.

Tutti gli spettacoli sono ad ingresso gratuito ed avranno inizio alle 21,15.






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