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20/08/2010
Stiamo per andare in rosso. Con oltre quattro mesi di anticipo rispetto alla fine del 2010, il 21 agosto l’umanità avrà già consumato tutte le risorse che la natura può fornire nel corso di un anno. Ad annunciare la data del “Earth Overshoot Day”, il giorno del superamento, in cui la terra inizia a vivere al di sopra dei propri mezzi ecologici, è il Global Footprint Network, l’organizzazione internazionale che misura l’impatto dell’esistenza sulla natura.
La scadenza corrisponde al giorno in cui esauriamo il nostro budget ecologico annuale, mettendo la terra in condizioni di produrre risorse oltre la sua naturale capacità di rinnovarle. Un prestito dagli effetti devastanti per gli equilibri del pianeta, secondo i responsabili del GFN: “dalla capacità di filtraggio dell’anidride carbonica a quella di produrre cibo, chiederemo alla terra di consumare stock di risorse aggiuntive accumulando ulteriori gas a effetto serra in atmosfera”.
A misurare il numero massimo di giorni che la biosfera può approvvigionare in un anno è il rapporto tra l’“impronta ecologica” globale – indice statistico di 150 Paesi che mette in relazione il consumo annuo di risorse ecologiche con la loro disponibilità – e la capacità della natura di rigenerarsi nel corso dello stesso arco temporale.
Un indicatore di sostenibilità che precipita di anno in anno, trascinando con sé i buoni intenti di uno stile di vita più eco-compatibile. Dai trend annuali dell’organizzazione, nel 1987, primo anno in cui fu calcolato l’“Earth Overshoot Day”, il sorpasso avvenne con soli dieci giorni di anticipo rispetto alla scadenza del 31 dicembre. Nel 1995 fu il 21 novembre mentre dieci anni dopo il pianeta andò in riserva già il 20 ottobre. Negli ultimi due anni la deadline per l’equilibrio della terra è stata anticipata di un mese – da settembre a agosto – e forse ora è davvero arrivato il momento di fermarsi. “Quando si esauriscono in nove mesi le risorse di un anno si dovrebbe essere seriamente preoccupati”, afferma Mathis Wackernagel, presidente di Global Footprint Network. “La situazione non è meno urgente sul fronte ecologico: cambiamenti climatici, perdita di biodiversità e carenza di cibo e acqua sono tutti chiari segnali di come non potremo più continuare a consumare ‘a credito’”.
Vedi anche: I paesi creditori e debitori ecologici
http://www.footprintnetwork.org/en/index.php/GFN/page/ecological_debtors_and_creditors/
12/08/2010
SANT'ANNA DI STAZZEMA, PAGINA VERGOGNOSA DELLA NOSTRA STORIA
Sono passati 66 anni dalla strage di Sant' Anna di Stazzema, probabilmente una delle pagine meno conosciute della nostra storia, ma sicuramente una delle più violente, tragiche e drammatiche avvenute durante l'occupazione nazista in Italia. Tutto iniziò all'alba del 12 agosto 1944, quando a Sant' Anna di Stazzema, nelle colline sopra Lucca, arrivarono quattro colonne di SS con circa 300 effettivi, comandati dal "celebre" maggiore Walter Reder. Dopo poche ore quel piccolo paesino di montagna sulle Alpi Apuane non esisteva più, furono 560 i morti alla fine, molti dei quali donne, anziani e bambini. Simbolo della feroce sete di sangue dei nazisti, fu la sorte toccata a Evelina Berretti, una giovane donna che in casa attendeva la levatrice. Furono i militari tedeschi a "sbrigare il lavoro", aprendole il ventre con le baionette e lanciando il feto in aria sparandogli alla testa. Altro episodio rilevante dell'eccidio fu il massacro della famiglia di Antonio Tucci, un ufficiale di marina che lavorava a Livorno e che aveva condotto la sua famiglia a Sant'Anna di Stazzema. Nella strage morirono 8 dei suoi figli, la cui età andava dai pochi mesi ai 15 anni e la moglie. Soltanto lui si salvò proprio perché in servizio a Livorno. Tra quei massacratori c'erano anche i collaborazionisti italiani in camicia nera, che guidarono i nazisti tra le impervie mulattiere che portavano a Stazzema, individui col volto coperto, che parlavano italiano, addirittura in dialetto versiliese. Italiani che non si limitarono alla infame opera di spie, di carcerieri, di aguzzini nelle celle di tortura e nel campi di concentramento, ma che vollero anche macchiarsi del delitto più atroce: la strage di 560 innocenti.
Oggi il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, nella ricorrenza del 66° anniversario, ha avuto parole inequivocabili sull'importanza di ricordare e comprendere, attraverso le pagine più dolorose della storia italiana, i principi che ispirarono le scelte dei tanti coraggiosi cittadini che si sono impegnati nella Resistenza e nella lotta di Liberazione per restituire all'Italia il bene supremo della libertà e della dignità nazionale, creando le condizioni perché forze politiche e orientamenti culturali diversi dessero vita alla carta fondamentale del nuovo stato democratico. Parole che dimostrano quanto bisogno ci sia ancora oggi di riaffermare ed attualizzare quei valori che sono il patrimonio di tutti gli italiani, ma soprattutto parole che pesano come macigni per quanti hanno l'illusione di riscrivere la storia per convenienza politica, tributando onori e gloria a quei vigliacchi che 66 anni fa, non ebbero nessuno scrupolo nel fiancheggiere servizievolmente gli invasori che violentavano, torturavano e massacravano il popolo italiano, proprio come a Sant' Anna di Stazzema.
09/08/2010
Approvate le mozioni della Sinistra
In arrivo a San Polo d'Enza (RE) il registro per il testamento biologico

«Nella seduta del Consiglio del 3 agosto è stata approvata la possibilità per i cittadini di vedere riconosciute le proprie convinzioni riguardo i trattamenti sanitari di fine vita accettabili ». A dirlo è Enrico Codeluppi (capogruppo de La Sinistra - L'arcobaleno).
Come già in altri comuni della provincia, i cittadini potranno dettare e registrare presso il Comune quali trattamenti sanitari ritengano giusti per sé nell’eventualità di gravi menomazioni o traumi che rendano loro impossibile decidere autonomamente. «Ci sarà la possibilità di designare un fiduciario - prosegue Codeluppi - che avrà il mandato di verificare le decisioni sulla base delle convinzioni espresse dal soggetto. Il modulo verrà inviato alla Asl, al medico di base e al Servizio Sanitario Regionale perché siano informati». La proposta in Consiglio è stata presentata dal gruppo (di opposizione) della Sinistra Arcobaleno e accettata da tutti i consiglieri tranne i democratici di provenienza cattolica, che hanno votato contro.
Nella stessa seduta si è decisa la modifica dello Statuto Comunale dichiarando che «l’acqua è un diritto e la sua gestione deve essere priva di rilevanza economica

01/08/2010
Bologna ricorda il giorno più nero della sua storia recente.
Erano le 10.25 (l'ora della tragedia rimarrà sempre impressa, come ricordo incancellabile, nelle lancette ferme del grande orologio che si affaccia sul piazzale della stazione) del 2 agosto 1980 quando una bomba squarciò la sala di attesa della stazione centrale: 85 morti e 200 feriti
cronaca di quel giorno PERCHE’ E' RICORDANDO CHE VIVIAMO
28/07/2010

Il 29 luglio, presidio in piazza Montecitorio in occasione del dibattito in aula alla Camera sul Ddl intercettazioni
Giovedì 29 luglio, in occasione dell'inizio della discussione in aula alla Camera sul Disegno di legge intercettazioni, l'Arci sarà al presidio di piazza Montecitorio insieme alla FNSI.
La Federazione nazionale della Stampa Italiana comunica:
“Attenti e vigili in piazza Montecitorio giovedì 29 luglio alle ore 16 in contemporanea con l’avvio del dibattito sul ddl intercettazioni nell’aula della Camera. Il ‘Comitato per la libertà e il diritto all’informazione e alla conoscenza’, che aveva organizzato le manifestazioni del primo luglio a piazza Navona e in altre città italiane, è tornato a riunirsi nella sede della FNSI ed ha fissato questo presidio per indicare che rimane alta l’attenzione e la mobilitazione delle forze sindacali e sociali. I positivi emendamenti votati dalla Commissione Giustizia della Camera per le parti riguardanti il lavoro dei giornalisti - con l’introduzione dell’udienza-filtro, che è anche il risultato della pressione esercitata per mesi da un ampio cartello di associazioni - non possono nascondere i pericoli che ancora il testo comporta per il diritto dei cittadini a comunicare (con l’immotivata sottomissione dei blog alle stesse regole dell’informazione professionale) e per la sicurezza stessa della comunità, visti gli ostacoli che il disegno di legge Alfano continua a porre al ricorso alle intercettazioni da parte di magistrati e forze di polizia. Né tagli, né bavagli’, aveva detto l’insieme di sigle ritrovatosi a combattere contro le diverse forme di censura. E dunque non c’è motivo di smobilitare, poiché negli stessi giorni in cui viene modificato il ddl Alfano arriva a conclusione una manovra economica di devastante impatto sulle testate cooperative, non profit e di partito, che la cancellazione del cosiddetto ‘diritto soggettivo porta in molti casi sull’orlo della chiusura. La decurtazione drastica dei finanziamenti pubblici è il bavaglio più letale, così come i tagli alla cultura e allo spettacolo tolgono voce ai punti di vista critici e alle espressioni meno omologate. Il presidio del 29 luglio a Montecitorio riaffermerà la forza dell’alleanza tra gli operatori dell’informazione e della cultura ei tanti cittadini che non vogliono più farsi sottrarre notizie e conoscenza”.
24/07/2010
Consegnate in Cassazione un milione e 400mila firme!
Con gli ultimi arrivi abbiamo raggiunto la straripante cifra di 1.401.432 firme. Questo dato consegna il referendum per l'acqua publica alla storia di questo paese: in tre mesi abbiamo raccolto il maggior numero di firme rispetto a tutte le altre esperienze referendarie.
23/06/2010
L’Arci il 25 giugno a fianco della Cgil e dei lavoratori. Contro la manovra economica del governo
L'Arci sarà Il 25 giugno nelle piazze italiane, a fianco della Cgil che per quella giornata ha promosso uno sciopero generale del settore pubblico e privato con manifestazioni locali.
Anche la nostra associazione è infatti convinta che sia necessario contrastare con tutti i mezzi una manovra economica che avrà effetti sociali devastanti soprattutto per le fasce più deboli della popolazione, che già soffrono gli effetti drammatici di una crisi economica che per due anni il governo si è ostinato a minimizzare.
Mentre sono cresciute cassa integrazione e disoccupazione, povertà e disagio sociale, le misure proposte da Tremonti colpiscono ancora una volta i dipendenti pubblici e privati, i precari, i pensionati. I tagli agli enti locali produrranno un drastico ridimensionamento dei servizi, mentre già la scuola, la ricerca, la sanità, la cultura sono state fortemente penalizzate.
L'attacco al lavoro e a quel che resta del nostro sistema di welfare, si accompagna a una campagna senza precedenti contro diritti fondamentali che hanno disegnato il profilo della nostra democrazia. E' l'intero impianto costituzionale ad essere messo apertamente in discussione da Berlusconi e dalla sua maggioranza. C'è un filo che unisce l'attacco agli articoli della Carta che tutelano il lavoro, la libertà di informazione, il diritto alla conoscenza, l'uguaglianza di tutti i cittadini, l'ordinamento della giustizia. Di ciò bisogna avere consapevolezza per mettere in campo un'opposizione efficace.
Quel che oggi serve, In Italia e in Europa, per gettare le basi di un'alternativa vera è un movimento che tenga insieme le grandi questioni della democrazia e della libertà con quelle del lavoro e del reddito. Per questo il 25 noi ci saremo.
Fiom: per il dopo-Rinaldini un altro reggiano,
Maurizio Landini Sampolese
Guarda il video Rai 3.TV In 1/2 ospiti di Lucia Annunziata
Maurizio Landini segretario della FIOM e il Ministro del welfare Maurizio Sacconi
Il Comitato Centrale, massimo organismo dirigente della Fiom, ha eletto Maurizio Landini come segretario generale con 124 voti favorevoli, 1 contrario, 1 scheda bianca e 40 astenuti. Il mandato del reggiano Gianni Rinaldini, infatti, era scaduto e, dopo otto anni, non poteva più essere rinnovato: quasi scontato il passaggio di testimone ad un altro reggiano come suo successore, soprattutto dopo la rinuncia alla candidatura da parte di Giorgio Cremaschi, leader della Rete 28 Aprile.
Quest'ultimo, autocandidatosi in un primo momento al ruolo di segretario nel tentativo di far recepire all'intera Fiom la sua piattaforma politica di opposizione alla maggioranza della Cgil, si è fatto da parte dopo che la mozione due "La Cgil che vogliamo" (accreditata al 17% a livello nazionale ma al 73% all’interno della Fiom) ha deciso di costituirsi in un’area programmatica di minoranza all’interno del sindacato.
Landini è stato segretario generale prima della Fiom di Reggio, nel 1991, successivamente di quella dell’Emilia-Romagna e infine di quella di Bologna. Dal 2005 è nella segreteria nazionale del sindacato dei metalmeccanici Cgil. Come responsabile dell’Ufficio sindacale nazionale, Landini è stato negli ultimi mesi il responsabile della delegazione Fiom nelle trattative per il rinnovo dei contratti nazionali delle imprese aderenti alla Unionmeccanica-Confapi e di quello delle imprese artigiane.
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