Home

Il 5X1000, la cui raccolta entra adesso nella sua fase operativa, è per noi insieme al tesseramento, uno strumento importante per recuperare risorse da destinare al nostro lavoro quotidiano di promozione sociale nei territori.
Per destinare il 5x1000 all'Arci Indiosmundo il codice fiscale è 91104730352
Resist: le iniziative dell’Arci per il 25 aprile
Anche quest’anno l’Arci celebrerà con tante e diverse iniziative in tutta Italia il 25 aprile, Festa della Liberazione del nostro Paese dal nazifascismo, festa della Resistenza intesa come grande movimento di impegno e di partecipazione civile. Con questo obiettivo nasce Resist, che, da festival locale realizzato a Viterbo per sette edizioni, diventa un progetto diffuso dell’intera rete Arci, per promuovere una modalità diversa e attuale di raccontare la Resistenza, ricordandone la storia con la capacità di legarla al presente.
Sl sito www.arciresist.org tutte le iniziative Arci per il 25 aprile.


Martedì 27 Marzo, alle ore 21,
il Circolo ospiterà il V Ciclo di Narrazioni Erranti.

Sei scrittori reggiani, autori del libro “Narrazioni erranti”, parleranno e si confronteranno con il pubblico sui “Racconti sull'ospitalità e l'accoglienza in terra reggiana”. Veronica Strazzullo e Franco Ferrari daranno voce ai racconti della scrittrice sampolese Elena Marmiroli e degli altri autori Giuliano Bagnoli, Annamaria Giustardi, Luca Manini, Fabrizia Manicardi e Daniela Masi, raccolti in questa quinta edizione della collana. Una raccolta di storie dove gli spazi e i tempi del passato si mescolano a quelli del presente. Storie che ci restituiscono una memoria antica, nascosta tra i luoghi reggiani, di città e di provincia, conosciuti e familiari La serata ha un importante significato benefico: l’acquisto della collana “Narrazioni erranti” permette di contribuire al sostegno della Casa di riposo di Bagnolo in Piano, Casa Insieme.
Gli autori, infatti, hanno devoluto i diritti di questa collana per la realizzazione di un atelier per gli anziani ospiti.
9 marzo: l’Arci a sostegno della Fiom, per la dignità del lavoro e la democrazia

Venerdì 9 marzo è in programma lo sciopero generale dei lavoratori metalmeccanici indetto dalla Fiom con una manifestazione nazionale a Roma. La presidenza nazionale ha ritenuto opportuno esprimere con un proprio documento la solidarietà dell’Arci nei confronti dei lavoratori e il sostegno all’iniziativa del sindacato.
Pensiamo che una presa di posizione pubblica della nostra associazione in questo senso sia ancor più necessaria oggi, alla luce della pesante offensiva in atto contro la Fiom e la Cgil tutta sul terreno della rappresentanza sindacale e dell’agibilità democratica nelle aziende.
Una delegazione dell’Arci sarà presente alla manifestazione di Roma (partenza da p.za della Repubblica ore 9,30). Preghiamo chi fosse intenzionato a partecipare di comunicarcelo mettendosi in contatto con Valentina Roversi (roversi@arci.it 348/1523222).
In Val Susa un dialogo è possibile e necessario: l'appello di esponenti della società civile e delle istituzioni. FIRMA ANCHE TU

IN VAL SUSA UN DIALOGO È POSSIBILE E NECESSARIO
Dopo mesi in cui la politica ha omesso il confronto e il dialogo necessari con la popolazione della valle, la situazione di tensione in Val Susa ha raggiunto il livello di guardia, con una contrapposizione che sta provocando danni incalcolabili nel fisico delle persone, nella coesione sociale, nella fiducia verso le istituzioni, nella vita e nella economia dell’intera valle. Ad esserne coinvolti sono, in diversa misura, tutti coloro che stanno sul territorio: manifestanti e attivisti, forze dell’ordine, popolazione.
I problemi posti dal progetto di costruzione della linea ferroviaria ad alta capacità Torino-Lione non si risolvono con lanci di pietre e con comportamenti violenti. Da queste forme di violenza occorre prendere le distanze senza ambiguità. Ma non ci si può fermare qui. Non basta deprecare la violenza se non si fa nulla per evitarla o, addirittura, si eccitano gli animi con comportamenti irresponsabili (come gli insulti rivolti a chi compie gesti dimostrativi non violenti) o riducendo la protesta della valle – di tante donne e tanti uomini, giovani e vecchi del tutto estranei ad ogni forma di violenza – a questione di ordine pubblico da delegare alle forze dell’ordine.
La contrapposizione e il conflitto possono essere superati solo da una politica intelligente, lungimirante e coraggiosa. La costruzione della linea ferroviaria (e delle opere ad essa funzionali) è una questione non solo locale e riguarda il nostro modello di sviluppo e la partecipazione democratica ai processi decisionali. Per questo è necessario riaprire quel dialogo che gli amministratori locali continuano vanamente a chiedere. Oggi è ancora possibile. Domani forse no.
Per questo rivolgiamo un invito pressante alla politca e alle autorità di governo ad avere responsabilità e coraggio. Si cominci col ricevere gli amministratori locali e con l’ascoltare le loro ragioni senza riserve mentali. Il dialogo non può essere semplice apparenza e non può trincerarsi dietro decisioni indiscutibili ché, altrimenti, non è dialogo. La decisione di costruire la linea ad alta capacità è stata presa oltre vent’anni fa. In questo periodo tutto è cambiato: sul piano delle conoscenze dei danni ambientali, nella situazione economica, nelle politche dei trasporti, nelle prospettive dello sviluppo. I lavori per il tunnel preparatorio non sono ancora iniziati, come dice la stessa società costruttrice. E non è vero che a livello sovranazionale è già tutto deciso e che l’opera è ormai inevitabile. L’Unione europea ha riaperto la questione dei fondi, dei progetti e delle priorità rispetto alle Reti transeuropee ed è impegnata in un processo legislativo che finirà solo fra un anno e mezzo. Lo stesso Accordo intergovernativo fra la Francia e l’Italia sarà ratificato solo quando sarà conosciuto l’intervento finanziario della UE, quindi fra parecchi mesi. E anche i lavori sulla tratta francese non sono iniziati né prossimi.
Dunque aprire un tavolo di confronto reale su opportunità, praticabilità e costi dell’opera e sulle eventuali alternative non provocherebbe alcun ritardo né alcuna marcia indietro pregiudiziale. Sarebbe, al contrario, un atto di responsabilità e di intelligenza politica. Un tavolo pubblico, con la partecipazione di esperti nazionali e internazionali, da convocare nello spazio di un mese, è nell’interesse di tutti. Perché tutti abbiamo bisogno di capire per decidere di conseguenza, confermando o modificando la scelta effettuata in condizioni del tutto diverse da quelle attuali..
Un Governo di “tecnici” non può avere paura dello studio, dell’approfondimento, della scienza. Numerose scelte precedenti sono state accantonate (da quelle relative al ponte sullo stretto a quelle concernenti la candidatura per le Olimpiadi). Noi oggi chiediamo molto meno. Chiediamo di approfondire i problemi ascoltando i molti “tecnici” che da tempo stanno studiando il problema,, di non deludere tanta parte del Paese, di dimostrare con i fatti che l’interesse pubblico viene prima di quello dei poteri forti. Lo chiediamo con forza e con urgenza, prima che la situazione precipiti ulteriormente.
Primi firmatari:
1) don Luigi Ciotti (presidente Gruppo Abele e Libera)
2) Livio Pepino (giurista, già componente Consiglio superiore magistratura)
3) Michele Curto (capogruppo Sinistra, ecologia e libertà, Comune Torino)
4) Ugo Mattei (professore diritto civile, Università Torino)
5) Marco Revelli (professore Scienza Amministrazione, Università del Piemonte orientale)
6) Giorgio Airaudo (responsabile nazionale auto Fiom)
7) Nichi Vendola (presidente Regione Puglia)
8) Monica Frassoni (presidente Verdi europei)
9) Michele Emiliano (sindaco di Bari)
10) Luigi De Magistris (sindaco di Napoli)
11) Tommaso Sodano (vicesindaco di Napoli)
12) Paolo Beni (presidente nazionale Arci)
13) Vittorio Cogliati Dezza (presidente nazionale Legambiente)
14) Gabriella Stramaccioni (direttrice Libera)
15) don Armando Zappolin (presidente nazionale Cnca)
16) don Tonio dell’Olio (Libera international)
17) Giovanni Palombarini (giurista, già Procuratore aggiunto Cassazione)
18) don Marcello Cozzi (Libera)
19) Sandro Mezzadra (professore Storia dell dottrine politiche, Università Bologna)
20) Giovanni Valentini (giornalista)
FIRMA ANCHE TU su www.italiabenecomune.eu

I giorni della vendemmia, dal 24 febbraio al Cinema Rosebud (RE)
Da venerdì 24 febbraio, per una settimana, al Filmstudio 7b di Modena Esce in anteprima a Reggio Emilia, Modena e Parma «I giorni della vendemmia», opera prima di Marco Righi. Girato nella campagna reggiana, senza finanziamenti pubblici, il film è stato prodotto da Ierà, casa di produzione di Reggio Emilia.
Consacrato «film d'autore» dalla Fice, arriva nelle sale dopo aver ricevuto ottimi riscontri di critica e pubblico all’interno dei più importanti festival internazionali, per un totale di 22 festival internazionali.
Il lungometraggio racconta l’educazione sentimentale di Elia cresciuto nella provincia rurale emiliana dei primi anni Ottanta accanto a un padre marxista, una madre devota e un fratello maggiore - Samuele - partito per l’Europa alla scoperta di se stesso. L’arrivo dalla città della provocante Emilia innescherà una vera e propria rivoluzione nell’ordine della quotidianità dell’adolescente di provincia.
Un vero film indipendente, «I giorni della vendemmia», che sta attirando l’attenzione di addetti ai lavori e aspira ad una distribuzione nazionale.

I GIORNI DELLA VENDEMMIA, proiezioni:
venerdì 24 febbraio, spettacolo unico ore 21;
sabato 25 febbraio, ore 21 (incontro con gli autori);
domenica 26 febbraio, alle ore 18.30 - 20;
mercoledì 29 febbraio, spettacolo unico ore 21;
giovedì 1 marzo, spettacolo unico ore 21.
Atene non è sola. La solidarietà dell'Arci al popolo greco

Atene non è sola. Per questo proponiamo a tutti di partecipare a questa semplice iniziativa. L'abbiamo pensata per rispondere al bisogno di tanti e tante di esprimere solidarietà al popolo greco. E per difendere la nostra idea di Europa, fondata sui diritti e sulla democrazia. Abbiamo usato una poesia famosa, che richiama altre lotte per la libertà, convinti che oltre alla denuncia politica sia importante cercare di suscitare il senso di condivisione di un comune destino. Vi chiediamo di contribuire al successo della iniziativa girando l’immagine che abbiamo scelto a tutti i vostri indirizzari in una sorta di mail bombing, di metterla nei vostri siti e nei social network.
15 miliardi di euro per 134 cacciabombardieri F35: impariamo a contare!

In queste settimane sta crescendo la campagna “Taglia le ali alle armi”, promossa dalla Tavola della pace, dalla Rete disarmo e da Sbilanciamoci, per chiedere al governo e al parlamento di cancellare il programma di costruzione e acquisizione dei cacciabombardieri F35. L’Arci aderisce e partecipa all’iniziativa. Il 25 febbraio è stata indetta una giornata di mobilitazione in 100 piazze d’Italia a sostegno della Campagna.
In un momento di grave crisi per l’Italia, in cui cresce la disoccupazione e mancano le risorse per la scuola, le pensioni, l’assistenza sociale, è vergognoso e del tutto ingiustificato destinare miliardi di euro all’acquisto di sofisticati armamenti, il cui eventuale utilizzo sarebbe peraltro in contrasto col dettato costituzionale. Pensiamo quindi che sia assolutamente sbagliata la scelta del ministro Di Paola di confermare i piani di acquisto (anche se in parte ridimensionati) dei cacciabombardieri F-35 e riteniamo che il Parlamento debba ridiscutere l’intero bilancio destinato alle spese per la Difesa.

Comunicato stampa della campagna 
Circolo:info@indiosmundo.reggio-emilia.it




Next page: Chi siamo



